L’impressione è di essere di fronte a un «grande seduttore». Il «summit delle Americhe» di Trinidad sta producendo il disgelo Usa-Cuba mentre si accodano Venzuela e Bolivia. Le aperture di Castro e la stretta di mano con Chavez hanno trasformato Barack da grande accusato a «partner del futuro». Il nord e il sud dell’emisfero sembrano affascinati dal «tornado Obama».
New York, 15 aprile 2009. Possono sembrare gesti piccoli e solo simbolici, dopo un embargo che dura da 47 anni, ma non è così. La fine della restrizione dei voli e delle rimesse in denaro dall’America per i cubani appare piuttosto l’inizio della grande svolta tra la Casa Bianca e i "fratelli Castro".
Londra, 2 aprile 2009.
New York, 28 marzo 2009. Obama e Medvedev non si sono ancora incontrati e già annunciano una dichiarazione comune a Londra sulla riduzioni delle armi atomiche.E’ un gran bel segnale. Sia Washington che Mosca sembrano quasi impazienti di dimostrare che le relazioni tra i due paesi sono "straordinariamente migliorate" nelle ultime settimane.
New York, 29 gennaio 2009. Può darsi che la lettera all’Iran non sia ancora pronta e non parta nemmeno.La Casa Bianca la smentisce e non toglie alcuna opzione dal tavolo, ma Teheran però fa sapere che se l’atteggiamento Usa cambierà, loro sono pronti a collaborare.
Credetemi, è nell’aria, si sente. Anche le analisi più sofisticate non riescono a tradurla. Si tratta di una sorta di contagiosa emozione collettiva. Un senso d’ improvviso ottimismo e speranza sempre più trasversali stanno avvolgendo Washington e il resto del Paese, abbattendo spesso le divisioni politiche. Alla gente Obama ha trasmesso anche via Internet la voglia di partecipare.
Dipenderà solo dal numero dei morti. Per entrambe le parti. Se Israele perderà decine di soldati nelle strade di Gaza e tra qualche giorno di guerra qualcuno a Gerusalemme comincerà a dire che "la lezione ad Hamas può bastare" Olmert e Barak non avranno affatto vinto.
New York 17 dicembre 2008. Gli hanno offerto un premio di 20.000 dollari e un posto di lavoro nella televisione libanese NTV con un contratto "che inizia dal momento in cui la prima scarpa è stata lanciata contro il presidente Bush".
New York, 16 dicembre 2008. Da Nikita Krusciov a Muntathar al Zaidi. Dai banchi delle Nazioni Unite al bunker di Baghdad, il potere della scarpa non cambia: rimane "un’arma di distruzione di massa dell’immagine". Non importa se si tratta del segretario del partito comunista sovietico o di uno sconosciuto reporter della televisione araba Al-Baghdadia con base al Cairo.
Per dare un segno vistoso di ‘cambiamento’, il ministro del tesoro Usa Paulson ha deciso di nominare il suo assistente personale Neel Kashari — un giovane indo-americano di 35 anni, ex ingegnere che si occupava di satelliti, passato alla finanza con Goldman Sachs solo 6 anni fa — capo del progetto di salvataggio da 700 miliardi di dollari votato dal Congresso americano per uscire dalla crisi.