Comincio a scrivere queste righe mentre tre gazzelle dei carabinieri sono già arrivate alla casa di Ripoli, dove si trova Anna Maria Franzoni. La mamma di Cogne dovrà scontare 16 anni di carcere, la sentenza definitiva è stata firmata dalla Cassazione poco più di un'ora fa: per la giustizia italiana la donna ha ucciso 6 anni fa il figlioletto Samuele. Forse, mentre chiuderò questo breve pezzo, Anna Maria sarà già in auto, o addirittura già in cella. Si chiude (ma si chiude davvero) il giallo-telenovela che ha diviso l'Italia, con una mamma-assassina che finisce in galera.
Già le dichiarazioni si sprecano. Mi ha colpito quella di Luciano Garofano, grande capo dei Ris. Ha detto: "Giustizia è fatta. La sentenza rende merito al lavoro rigoroso e scrupoloso dei Ris di Parma". Scusate la franchezza, ma con tutto il "casino" che è stato fatto dagli inquirenti in queste indagini, forse Garofano stasera poteva anche andarsene al cinema e starsene zitto.
Io, ve lo confesso, sono un po' triste. Non vorrei giudicare la nostra Giustizia, però credo di essere uno dei tanti milioni di italiani pieno di dubbi; e, scusate la presunzione, mi sento di scommettere che pieni di dubbi continuano e continueranno ad essere (anche se non ce lo diranno mai) i tanti giudici che hanno lavorato su questo intricato caso.
Ditemi: chi di voi è pronto a scagliare la prima pietra ( perchè sicuro della colpevolezza) contro questa donna, che in sei anni di processi, calvari e "Porta a Porta" ha continuato a fare la mamma, ha voluto e partorito un altro figlio con suo marito (che l'ha sempre difesa), ha fatto adddirittura la baby sitter per le amiche del suo paese, che si fidavano e si fidano di lei? Io non ce la faccio, la pietra la lascio cadere ai miei piedi. Mi arrendo.
Sì, da stasera giustizia sarà stata fatta, ma io _ magari esagero, non so _ mi sento di dire che certe volte preferirei che la giustizia terrena avesse l'umiltà di alzare bandiera bianca, che non fosse così assetata di sangue, di dolore, di verità che poi non è verità , ma un condensato di crepe e di dubbi.
Mi hanno insegnato, ci hanno insegnato, che è meglio un colpevole libero che un innocente in galera. Da stasera, e chissà per quanto tempo, tutti noi avremo questo dubbio mentre Anna Maria marcirà in carcere.
Mi fido di più della giustizia divina che di quella terrena. Ecco, ce la faccio a scriverlo proprio alla fine: più che con i giudici della Cassazione, Anna Maria, giunti a questo punto, avrebbe dovuto fare i conti solo con il buon Dio. E solo loro due, Anna Maria e il buon Dio, sanno davvero quali sono i conti giusti. Anzi, questi conti li conosce di sicuro anche una terza persona: il piccolo Samuele, che comunque sia andata, sono certo che vuole comunque un gran bene alla sua mamma.
Noi comuni mortali _ non prendiamoci in giro con carte che a volte sembrano carte stracce _ non siamo stati capaci di fare questi conti.
P.S. Alle 22,33 areriva la notizia di agenzia: Anna Maria Franzoni è stata arrestata