Nella conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Romano Prodi ha parlato di ambiente. Facendo promesse importanti.
"Il 2008 _ ha detto _ sarà l'anno in cui la macchina dello Stato si farà verde, ponendosi all'avanguardia nell'uso delle tecnologie di risparmio energetico. Se ne parla da anni, è il momento di fare, Nel 2008 doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, che non siano di valore storico, artistico o architettonico, a partire dalle scuole". Non solo. Da gennaio verrà introdotto, ha assicurato Prodi, "l'obbligo per la pubblica amministrazione di installare esclusivamente lampade ad alto livello di risparmio energetico, così da arrivare entro tre anni alla completa sostituzione delle lampade ad alto consumo". E ha confermato che le lampadine ad incandescenza saranno fuori commercio dal 2011.
Bene? Benissimo. Anzi, troppa grazia. Basterebbe che un decimo degli edifici pubblici fosse dotato di pannelli solari termici ed elettrici per imprimere una svolta al mercato delle rinnovabili. E _ felici di essere smentiti _ riteniamo che non avverrà . Quel TUTTI diverrà ALCUNI. E finirà lì. Del resto la storia sta a dimostrare che il risparmio energetico non è certo una priorità nell'edilizia pubblica (e non solo). Anche le recenti disposizioni del ministero dell'Ambiente _ pur opportune _ incontrano difficoltà di attuazione non lievi, perchè le norme sono troppo farraginose e l'allaccio degli impianti non è affatto veloce come dovrebbe.
Quanto alle lampadine, l'obiettivo nei tre anni è assolutamente realistico, basterebbe che fosse fatto rispettare. E pure qui riteniamo che la strada sia in salita. Del resto, la storia insegna. Ricordate il vecchio impegno di piantare un albero per ogni nuovo nato? Sono passati anni che la stragrande maggioranza dei comuni l'ha dimenticato. Speriamo che le lampadine abbiamo un destino diverso. E che per i pannelli solari (e le altre rinnovabili)il 2008 sia l'anno della svolta.
Ma nell'attesa conserviamo un ragionevole scetticismo....